Paesaggi Mentali
Queste opere nascono dalla memoria di un paesaggio vissuto.
Non descrivono un luogo, ma ciò che ne rimane — una tensione, una distanza, una struttura che persiste dopo l’esperienza.
Lo spazio si riduce a relazioni essenziali: una linea, un campo, una frattura.
Ogni dipinto è una ricostruzione, non di ciò che è stato visto, ma di come è stato sentito.
L’immagine diventa una soglia tra percezione e memoria, dove le forme emergono, si spostano e si dissolvono. Ciò che appare non è mai fisso:
resta in uno stato di equilibrio, sempre sul punto di trasformarsi.
Questi paesaggi non sono fuori.
Esistono dentro.